giovedì, marzo 04, 2010

There there.

farsi venire il mal di testa è la moda del momento nel ridente paesino sopra il fiume, quello in cui non mi azzarderei a mettere la mano per paura che mi si sciolga. che poi in realtà guidare con la pioggia è rilassante e le strade del ridente paesino se bagnate di pioggia sembrano così english.
ma poco male. l'imminente esame mi spinge a cercare film ungheresi sottotitolati in tedesco e a non trovarli, a leggere romanzi in tedesco e a non trovarli. peccato che il tedesco non sia la mia lingua preferita, o meglio lo sarebbe se non mi fosse stata imposta per anni come una mannaia che pende sul collo. quindi, dicevo, non lo è: preferisco piuttosto.. non lo so nemmeno io. die Grenzen deiner Sprache sind die Grenzen deiner Welt, liberamente citato.
i fratelli Karamàzov giacciono sul mio comodino e profumano di libro antico, vissuto, degno. confido di poterli leggere tra tre anni in lingua originale, è il mio obiettivo anche se non quello principe-principale-prinzipal.

sabato, febbraio 13, 2010

The beautiful occupation.

Varese è la città delle curve. Lo dicevano in tanti ma alla fine nessuno ci credeva, una fredda cittadina di provincia non può di certo essere paragonata a grandi metropoli. Ma quella gelida fredda sera di novembre ci ha aperto gli occhi, le tue mani sul volante e la tua voce che mi accarezzava i capelli, la pancia, le gambe. Quella sera in cui il rossetto rosso era abbinato al cappotto rosso e alle scarpe rosse, e tutto ciò risaltava sui miei capelli ormai tornati neri. Capelli, capelli, capelli. La verità è che quella sera parlavamo di musica quando avremmo voluto farci ben altre domande, tu guardavi la strada con la coda dell'occhio perchè eri impegnato, immerso nei tuoi pensieri da uomo con la mani ben curate ed un sorriso smagliante nonostante le camel sul sedile posteriore. La verità è che i ricordi affiorano quando meno ce l'aspettiamo, ma quella curva improvvisa ci ha, come dire, spiazzati. E il lago di sera, le luci che vi si riflettono e il cielo sereno e freddo ci ha ispirato momenti di gioia inaudita.
La stessa autostrada, ma ieri mattina. La neve sulle cime degli alberi spogli, i campi bianchi, i pochi tetti. Tutto questo è ciò che cerchiamo, che vogliamo, che desideriamo, che ci è dovuto. Nessuna metropolitana, nessun sole caldo a febbraio, solo una sigaretta e questo cielo.